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Rendicontazione di sostenibilità
In Europa, i requisiti in materia di rendicontazione di sostenibilità sono interessati da profondi e rapidi cambiamenti. La tassonomia UE e la normativa sulla rendicontazione di sostenibilità, ossia la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), ridefiniscono il contesto in cui aziende e banche operano, tra nuove sfide e opportunità strategiche. Questo è stato un tema emerso chiaramente in un webinar di Vitalpin, che ha fatto il punto sulla situazione attuale e sulle implicazioni per aziende e istituti finanziari.
Aggiornamenti normativi: meno burocrazia, maggiore trasparenza
I recenti sviluppi normativi in materia di sostenibilità si basano sull’Agenda ONU 2030, sull’Accordo di Parigi e sul Green Deal europeo, che punta alla neutralità climatica entro il 2050. La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) introduce per le grandi imprese l’obbligo di rendicontare in modo dettagliato le informazioni di sostenibilità secondo gli Standard Europei di Rendicontazione della Sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards - ESRS) e il principio della doppia materialità. La cosiddetta normativa Omnibus mira a ridurre gli adempimenti burocratici e a semplificare l’applicazione della direttiva CSRD.
Per le aziende che rientrano nelle “ondate 2 e 3” è previsto un rinvio di due anni dell’obbligo di rendicontazione e l’introduzione di nuove soglie. Questo riduce il numero di imprese europee soggette all’obbligo di rendicontazione da circa 50.000 a 11.000, alleggerendo sensibilmente il carico amministrativo. L’obbligo riguarda imprese con più di 1.000 dipendenti, oltre 50 milioni di euro di fatturato o più di 25 milioni di euro di bilancio.
Il cambiamento climatico come fattore di rischio economico
Soprattutto nelle regioni alpine, l’aumento delle temperature medie procede a una velocità quasi doppia rispetto alla media mondiale. Le ripercussioni sono significative: dai costi diretti provocati da alluvioni, tempeste e siccità, agli effetti indiretti come interruzioni delle catene di fornitura, calo della domanda e perdita di produttività, fino a danni non materiali quali instabilità sociale, migrazioni e riduzione della biodiversità. Tra il 1980 e il 2020, i danni economici causati da eventi estremi nell’area economica europea hanno raggiunto circa 510 miliardi di euro.
Perché i dati sulla sostenibilità sono importanti per le banche
“I rischi climatici sono anche rischi finanziari”: questo principio influisce sempre più sulle decisioni di concessione del credito. Le banche analizzano le imprese in base alla capacità di gestire i rischi climatici e di adottare modelli economici sostenibili. In questo contesto distinguono tra rischi fisici (ad esempio danni legati al clima), rischi di transizione (come la tariffazione delle emissioni di CO2 o la dipendenza dai combustibili fossili) e rischi sociali (ad esempio migrazioni o perdita di valore degli immobili).
Le banche sono tenute per legge a rilevare dati sulla sostenibilità al fine di adempiere agli obblighi normativi e di rendicontazione. Inoltre, devono dimostrare il livello di sostenibilità delle proprie operazioni di finanziamento. I dati ESG (ambientali, sociali e di governance) permettono di valutare quanto un’azienda sia resiliente e orientata al futuro e influiscono direttamente sulle decisioni di credito e investimento. Di conseguenza, le imprese sono chiamate indirettamente a fornire dati in modo continuativo.

I vantaggi strategici della rendicontazione ESG
Comunicare in modo trasparente i risultati raggiunti in materia di sostenibilità rafforza la fiducia di clienti, dipendenti, banche e investitori. La rendicontazione ESG rappresenta quindi un vantaggio strategico e un segnale concreto di propensione al futuro. Le PMI, tuttavia, devono spesso far fronte a numerose richieste di dati ESG non coordinate tra loro, con un conseguente aumento degli oneri amministrativi e dei costi, aggravato dalla mancanza di linee guida chiare e standard condivisi.
Supporto e standard di riferimento per le PMI
A livello europeo, è stato introdotto il Voluntary Sustainability Reporting Standard for Non-listed SMEs (VSME), uno standard di rendicontazione volontario e semplificato per le piccole e medie imprese (PMI), volto a garantire comparabilità, trasparenza e uniformità. Lo standard supporta concretamente le imprese nella raccolta e divulgazione strutturata dei dati sulla sostenibilità. Le banche lo indicano espressamente come riferimento utile. Inoltre, in Italia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha elaborato una guida che invita gli istituti bancari ad applicare il principio di proporzionalità nella richiesta dei dati ESG.
I dati ESG come leva strategica della moderna gestione aziendale
I dati ESG costituiscono una sorta di “doppia rendicontazione”, che combina indicatori finanziari e non finanziari. Questo approccio permette alle aziende di valutare in modo complessivo il proprio rendimento economico, ambientale e sociale. La raccolta e l’utilizzo sistematico dei dati ESG migliorano la gestione dei rischi, l’efficienza operativa e la reputazione aziendale. Le imprese che integrano attivamente i dati ESG nei propri processi decisionali rafforzano l’accesso al mercato, promuovono l’innovazione e garantiscono la competitività nel lungo termine.
Esempio pratico: riqualificazione energetica
Il risanamento energetico rappresenta uno degli strumenti più efficaci per migliorare l’efficienza energetica e contribuire alla tutela del clima, intervenendo direttamente sull’involucro edilizio e sugli impianti. Rispetto alle nuove costruzioni, consente di ridurre fino a due terzi di emissioni grigie e produce un duplice effetto:
- sul piano ambientale: riduce il consumo energetico e le emissioni di CO2
- sul piano economico: abbassa i costi operativi e migliora la sostenibilità finanziaria.
Certificazioni come KlimaHaus, DGNB o Minergie rafforzano la credibilità e l’accesso agli incentivi. Una pianificazione accurata, il coinvolgimento del personale e una gestione professionale dei finanziamenti sono determinanti per il successo dell’intervento.








