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economia = futuro

Analisi del Ciclo di Vita (LCA)

Uno strumento chiave per la sostenibilità ambientale

Le sfide climatiche e ambientali che l’umanità si trova ad affrontare nei prossimi decenni rappresentano una delle prove più complesse della nostra epoca. Le emissioni di gas serra, l’inquinamento di suolo e acqua, e la proliferazione dei rifiuti plastici sono solo alcune delle criticità che richiedono risposte concrete e basate su dati affidabili. Una domanda centrale in questo contesto è: come possiamo quantificare l’impatto ambientale dei prodotti e dei servizi che utilizziamo ogni giorno?

Una delle metodologie più efficaci per rispondere a questo quesito è l’Analisi del Ciclo di Vita (Life Cycle Assessment, LCA).

Cos’è un LCA?

L’Analisi del Ciclo di Vita (LCA) è uno strumento metodologico standardizzato a livello internazionale, utilizzato per valutare l’impatto ambientale complessivo di un prodotto o servizio lungo l’intero arco della sua esistenza: dall’estrazione delle materie prime alla produzione, dall’uso fino al fine vita.

Questa analisi è alla base di documenti come le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) e le Impronte di Carbonio di Prodotto (PCF), fondamentali per comunicare in modo trasparente l’impatto ambientale a clienti, consumatori e stakeholder.

Le fasi dell’Analisi del Ciclo di Vita

Un LCA si articola in quattro fasi principali:

  1. Definizione dell’obiettivo e del campo di applicazione
    In questa fase si stabiliscono il prodotto da analizzare, l’unità funzionale di riferimento (es. un veicolo elettrico prodotto in un determinato Paese che percorre un certo numero di chilometri) e i confini del sistema.
  2. Inventario del ciclo di vita (LCI – Life Cycle Inventory)
    Consiste nella raccolta e quantificazione dei dati relativi agli input (materie prime, energia, ecc.) e agli output (emissioni, rifiuti, ecc.) del sistema analizzato. Questa è spesso la fase più complessa, poiché la qualità dei risultati dipende fortemente dalla precisione dei dati. Idealmente, si utilizzano dati primari (direttamente forniti dall’azienda o dall’ente committente); in mancanza di questi, si può ricorrere a dati secondari provenienti da database specializzati.
  3. Valutazione degli impatti del ciclo di vita (LCIA – Life Cycle Impact Assessment)
    In questa fase vengono elaborati i dati raccolti per valutare gli impatti ambientali attraverso metodi riconosciuti. A seconda del metodo adottato (es. IPCC per le emissioni climalteranti, ReCiPe per una valutazione più ampia), vengono analizzati diversi indicatori come il cambiamento climatico, il consumo idrico, l’ecotossicità, l’esaurimento delle risorse naturali, ecc.
  4. Interpretazione dei risultati
    È la fase conclusiva in cui si analizzano e discutono i risultati ottenuti, evidenziando le principali criticità ambientali e suggerendo eventuali interventi correttivi o migliorativi. Il processo LCA prevede una continua revisione e aggiornamento tra le fasi, per garantire coerenza e completezza dell’analisi.

Le 4 fasi di un LCA
Figura 1: Le 4 fasi di un LCA

Come viene strutturato un LCA?

L’analisi viene costruita attraverso una serie di “blocchi” (o processi), ciascuno dei quali rappresenta un’unità del sistema con input e output specifici. Ad esempio, per valutare l’impatto dell’energia idroelettrica, sarà necessario considerare la costruzione dell’infrastruttura (come la diga), i materiali impiegati, il loro trasporto, ecc.

Una suddivisione dettagliata in blocchi consente di identificare con precisione le fasi più impattanti del ciclo di vita di un prodotto, favorendo decisioni strategiche per il miglioramento ambientale. In alcuni casi, un’unica fase può risultare predominante; in altri, diversi momenti del ciclo di vita possono contribuire in modo significativo all’impatto complessivo.

Il ruolo dell’LCA nella decarbonizzazione

Nel contesto della transizione ecologica, l’LCA rappresenta uno strumento essenziale per valutare il contributo effettivo delle diverse tecnologie alla decarbonizzazione. Ad esempio, analizzando la produzione di energia elettrica, è possibile confrontare le emissioni associate a ciascuna fonte in termini di CO₂-equivalente per kWh prodotto.

Grazie a studi LCA, è stato possibile identificare le fonti energetiche a basse emissioni – come fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermico e nucleare – e valutare con maggiore accuratezza le prestazioni ambientali di nuovi prodotti rispetto ad alternative tradizionali, tenendo conto dell’intero ciclo di vita.
LCA delle fonti di energia elettrica
Figura 2: LCA delle fonti di energia elettrica

Conclusioni

L’Analisi del Ciclo di Vita è uno strumento sempre più strategico per imprese, enti pubblici e policy maker. La sua adozione consente non solo di valutare con rigore scientifico l’impatto ambientale delle proprie attività, ma anche di individuare soluzioni concrete per la riduzione delle emissioni, l’efficienza nell’uso delle risorse e il miglioramento della sostenibilità complessiva.

Autori

Prof. Erwin Rauch e Mattia Gualco – Sustainable Manufacturing Lab, Libera Università di Bolzano

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