Camera d commercio di Bolzano
Verena Mulser

Verena Mulser

Una scelta di vita consapevole

Una vita in mezzo alla natura, il lavoro condiviso con la famiglia e, non per ultimo, la possibilità di organizzare liberamente la giornata con i figli: sono questi gli aspetti che convincono ogni giorno Verena Mulser della propria scelta di fare l’agricoltrice.

Il suo maso Oberzerod si trova in un posto davvero bellissimo - è il maso della sua famiglia o di quella di suo marito?
Sulla carta il maso è mio. Quattro anni fa ho ereditato da mio padre il maso chiuso, che da oltre tre secoli è di proprietà della mia famiglia. Però devo soprattutto a mio marito il fatto di essere diventata agricoltrice. I miei genitori hanno sempre lasciato a noi sei figlie la massima libertà nella scelta del lavoro, senza mai costringerci a seguire le loro orme.

Quindi, diventare agricoltrice non è sempre stato il suo sogno?
In realtà no. Inizialmente ho frequentato la scuola per estetiste e massaggiatrici a Merano. Mio marito invece, anche lui cresciuto in un maso a Castelrotto, è sempre stato convinto di voler fare il contadino. Quando sono nati i miei figli ho cominciato a pensarci e ho cambiato idea, all’inizio soprattutto perché vivere e lavorare in un maso si concilia meglio con il ruolo di madre.

Come è cambiato il mestiere dell’agricoltrice?
Oggi la vita nel maso è cambiata rispetto al passato. Si condivide di più il lavoro, molte attività vengono svolte insieme. Anche se molto spesso sono ancora gli uomini ad assumersi il maso di famiglia, anche le donne si stanno facendo sempre più avanti. Il lavoro agricolo non è più solo duro lavoro fisico apparentemente impossibile per una donna; oggi si impiegano molti più macchinari. Purtroppo, però, è aumentata la burocrazia.

Questo mestiere ha comunque anche dei vantaggi, giusto?
Per quanto riguarda la conciliabilità tra famiglia e lavoro è davvero meraviglioso. Non riesco neanche più a immaginarmi un lavoro con un orario fisso. Chiaramente ci sono alcune attività che devono essere fatte entro un determinato lasso di tempo, soprattutto se si tratta degli animali, ma per il resto ci si può organizzare liberamente. Una buona scelta di vita consapevole!

Il maso Oberzerod a Siusi allo Sciliar.

Come si posiziona in genere l’agricoltura in Alto Adige?
Ci sono vari feedback. Nel nostro contesto vivono molti agricoltori, e pertanto siamo tutti nella stessa posizione. Chiaramente sentiamo però spesso anche critiche verso tematiche che ruotano intorno all’agricoltura, e ci sono molte persone che non apprezzano per niente il nostro settore. La pandemia ci ha invece dimostrato come tutto è collegato ed è parte di un cerchio: l’economia, il turismo, l’agricoltura...

Lei fa parte del gruppo delle donne coltivatrici di Castelrotto. Cosa l’attira in questo ruolo?
Durante la mia formazione di agricoltrice l’entusiasmo dell’allora segretaria provinciale dell’Associazione delle Donne Coltivatrici Sudtirolesi mi ha talmente coinvolta da convincermi in occasione delle elezioni nell’autunno 2018 a dare un contributo attivo al gruppo locale. È un tipo di volontariato molto interessante e stimolante.

Quali sono i suoi piani per il futuro da giovane agricoltrice?
In futuro ci aspettano dei lavori impegnativi: ristrutturiamo la nostra abitazione e contemporaneamente costruiamo appartamenti da affittare ai turisti. Ci sarà molto da fare. All’inizio non ero molto convinta dell’idea di far entrare i turisti nella nostra vita famigliare. Ora, però, sono contenta di affrontare questa nuova sfida!

Info

Verena Mulser, nata nel 1991, ha due figli di 10 e 7 anni e gestisce insieme ai suoi genitori e al marito Thomas il maso Oberzerod a Siusi allo Sciliar. Dopo il diploma da estetista e massaggiatrice, la giovane agricoltrice è più che mai convinta che la vita nel maso sia la sua vera strada. Nel 2016/17, parallelamente al lavoro, ha frequentato un corso di formazione per diventare agricoltrice presso la scuola agraria di Teodone.

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