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Il brevetto europeo

La protezione a livello europeo

Il brevetto europeo è un diritto di proprietà industriale che viene concesso dall’Ufficio brevetti europeo in base alla Convenzione sul brevetto europeo (CBE). La Convenzione sul brevetto europeo ha lo scopo di semplificare, rendere meno onerosa e potenziare la tutela delle invenzioni nei paesi firmatari mediante l’istituzione di un procedimento unitario per la concessione dei brevetti.

Il brevetto europeo non è un titolo avente validità in tutta Europa o in tutta l’Unione Europea. Solo le procedure di domanda e di concessione del brevetto vengono effettuate centralmente presso l’Ufficio brevetti europeo. In seguito alla concessione del brevetto si forma un cosiddetto “raggruppamento” di brevetti nazionali nei paesi che sono stati citati al momento del deposito, e per i quali sono state avviate le rispettive fasi nazionali (traduzione della descrizione del brevetto nella relativa lingua ufficiale e pagamento delle eventuali tasse nazionali). Il brevetto europeo concede al titolare in ogni paese nel quale è stato concesso gli stessi diritti che garantirebbe un brevetto nazionale concesso in questo Stato.

Una volta concesso il brevetto, il titolare è tenuto ad avviare le rispettive fasi nazionali entro un periodo che di tre mesi.

Chiunque può depositare un brevetto europeo. Se il depositante non è cittadino di un paese aderente alla CBE (Convenzione sul brevetto europeo) e se non è residente in un paese firmatario, dovrà farsi rappresentare presso l’Ufficio brevetti europeo da un rappresentante autorizzato.

Tramite il deposito di un brevetto europeo attualmente può essere richiesta la tutela per più di 35 Stati.

Ulteriori informazioni sono disponibili sulla pagina FAQ, al punto Modulistica e istruzioni (Moduli brevetti) oppure nelle pagine internet dell'Ufficio Brevetti Europeo (EPO).

Il brevetto europeo con effetto unitario

Il sistema del brevetto europeo, nonostante le semplificazioni introdotte nel corso degli anni, prevede ancora oggi una procedura molto complessa e con costi elevati, soprattutto per singoli inventori e piccole e medie imprese. In passato gli Stati europei hanno cercato di gettare le basi per la costituzione di un “brevetto comunitario” (già nel 1975), senza tuttavia raggiungere alcun risultato a causa dei costi elevati e del clima di diffidenza instauratosi. Nel corso degli anni sono cresciute sempre più le richieste da parte del mondo imprenditoriale rivolte ad ottenere un’unica tutela per tutto il territorio europeo e a partire dal 2000 anche la Commissione Europea si è fatta promotrice di un primo regolamento per l’istituzione di un brevetto comunitario.

A questo sono seguite numerose consultazioni politiche al fine di risolvere le controversie sul regime linguistico e in materia di giurisdizione, fino ad arrivare all’adozione di due appositi regolamenti europei nel 2013, a seguito della procedura di cooperazione rafforzata tra numerosi Paesi europei. Nonostante ciò, il sistema del brevetto unitario non è ancora entrato in vigore a causa della mancata sottoscrizione di alcuni Stati membri dell’accordo sul Tribunale Unificato dei Brevetti (TUB) e dell’impatto della Brexit.

Secondo quanto stabilito il “brevetto europeo con effetto unitario” (brevetto unitario) consentirà di ottenere una protezione contemporanea in 25 Paesi aderenti all’iniziativa, ma non è prevista una nuova procedura di deposito. L’iter di domanda si svolgerà sempre presso l’Ufficio brevetti europeo (EPO), che sarà incaricato del rilascio del titolo unitario.

Il richiedente dovrà affrontare la medesima procedura di domanda di un brevetto europeo e, ottenuta la concessione del brevetto, presentare sempre all’EPO una richiesta di concessione per un “brevetto europeo con effetto unitario”. Da questo momento il titolare del “brevetto unitario” potrà quindi beneficiare dei vantaggi offerti dal nuovo sistema, pagando le tasse di mantenimento in vita in misura ridotta, non più ai singoli Stati ma direttamente all’EPO. A differenza del brevetto europeo (attuale) non sarà più necessario convalidare il titolo in ogni singolo Stato, pagando ulteriori costi di traduzione nonché gli onorari per i consulenti.

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